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130,00

La grafica è composta da serigrafia polimaterica e fine art giclée con retouche d’autore che impreziosiscono l’opera e conferiscono carattere di unicità.

La serigrafia o stampa serigrafica è una tecnica di stampa di tipo permeografico che utilizza oggi come matrice un tessuto di poliestere teso su un riquadro in legno o metallo definito come quadro serigrafico o telaio serigrafico.

Per stampa Fine Art Giclée, invece, s’intende una stampa a getto d’inchiostro (solvente e a polvere) effettuata con tecniche sofisticate ed è ritenuta la tipologia di multiplo d’autore migliore per rendere le opere d’arte di carattere digitale in quanto riproduce tutta la gamma tonale.

Il soggetto rappresentato è in linea con la produzione di maggior successo di Moramarco, ovvero quella in cui vengono ritratti gli eroi della DC Comics nella vita quotidiana: in questo caso viene rappresentato il Joker interpretato da Heath Ledger nel film “Il Cavaliere Oscuro” apparentemente stanco e disilluso, con alle spalle una ruota panoramica che ricorda quella del film di Fellini “Amarcord”.

Amarcord è un’univerbazione della frase in lingua romagnola “a m’arcord”, cioè “io mi ricordo” ed è entrata nell’immaginario collettivo diventando un neologismo della lingua italiana, con il significato di rievocazione in chiave nostalgica; significato che si sposa bene con lo stato d’animo espresso dal Joker raffigurato.

La grafica riporta sul retro la numerazione dell’esemplare di serie (6/150) e la firma autografa dell’artista che avvalora l’autenticità dell’acquisto.

 

Avatar 2020
210,00

La ceramica, una tavoletta contrassegnata dalla firma dell’artista e dall’anno sul retro, rappresenta i due protagonisti di “Avatar”, film di fantascienza del 2009 diretto da James Cameron.

Il film ha stabilito diversi record di incassi, diventando anche il lungometraggio con più incassi nella storia del cinema, venendo superato nel 2019 da “Avengers: Endgame”, ma tornando poi al primo posto in classifica, grazie al mercato cinese, nel marzo 2021.

 

94,00

Valentina Sacchelli riesce a dare sfogo alla propria creatività con naturalezza, e in maniera molto originale concepisce uno dei suoi primi progetti, dal titolo “Sulle orme di Galileo Chini”.

Si tratta di una raccolta di dipinti che ha per soggetto le facciate degli edifici in stile liberty che animano la celebre passeggiata di Viareggio ed alcune delle ville che sorgono davanti alle mura di Lucca.

La ricerca che l’artista conduce mira a valorizzare questi antichi edifici , ormai trascurati e dati tristemente per scontati dalla popolazione locale, puntando a conferire loro, attraverso i propri quadri, una rinnovata bellezza e un’aura di serena collocazione in uno spazio atemporale, quasi fantastico.

L’originalità del progetto risiede nell’elaborazione figurativa con cui Valentina Sacchelli da forma alle proprie opere; l’artista infatti rilegge in chiave personale lo stile degli edifici viareggini e lucchesi, tenendo in considerazione le suggestioni artistiche cui si è soffermata negli anni e che in questo progetto in particolare conducono alla figura del celebre artista toscano Galileo Chini, esponente di spicco del liberty italiano e riconosciuto a livello internazionale.

Chini fu effettivamente coinvolto nella realizzazione di alcune facciate della passeggiata viareggina ed in questo progetto diventa una presenza tangibile e costante.

Ogni facciata è infatti trasposta in pittura e completata, nelle parti realmente danneggiate o mancanti delle vetrate, con delle citazioni figurative tratte proprio dalla sua celebre opera “La Primavera”, del 1914, raffigurante figure femminili avvolte da un immenso giardino ricco di fiori e vegetazione. Le cascate di colori organizzate in figure geometriche e floreali con cui Valentina Sacchelli riproduce le vetrate, regalano all’osservatore una sensazione di armonia e di tempo sospeso, proprio come nell’opera di Chini.

220,00

Luca Bellandi si distingue per l’originale rivisitazione della sua preparazione classica, cui affida il compito di aderire alle istanze della contemporaneità.

In quest’opera l’artista supera la figura statica e, attraversando la storia, con personale azione dinamica pare voler imprimere il racconto di un personaggio estremamente interessante: George Sand.

George Sand era l’amante di Chopin ed era solita vestirsi da uomo.

George Sand, però, non è stata soltanto l’amante di Chopin e la scrittrice più eccentrica e trasgressiva della letteratura francese ottocentesca: appassionata intenditrice dell’arte dei suoni, legata da sentimenti d’amicizia ai più grandi musicisti vissuti nella Parigi del suo tempo, è stata anche entusiasta sostenitrice delle teorie del socialismo messianico di Pierre Leroux.

Negli scritti raccolti nel volume “George Sand. La musica e il socialismo” afferma e difende con determinazione le proprie idee politico-sociali, dimostrando grande sensibilità nei confronti della musica colta ed intuisce l’indubbio valore di quella di tradizione orale.

L’opera è un’incisione a cera molle  (37/75) con firma manoscritta dell’autore che ne avvalora l’autenticità e corredata da cornice artigianale.

 

195,00

Paolo Fresu, come un attento scenografo, si avvale di una sorta di palcoscenico fantastico, in cui i personaggi, quasi di pirandelliana memoria, “…interagiscono in un clima di complicità e di doppiezza, di intrigo e finzione, che l’autore rende tuttavia più leggero e ludico sulle ali d’una velata ironia e d’una sorridente sceneggiata metaforica”.

In questo caso l’artista si è cimentato in un ciclo produttivo dedicato alle bellezze al bagno, donne in vasca immerse in soffice schiuma, in compagnia di animali domestici, in questo caso un cagnolino.

Per sviluppare il proprio intento, l’artista non adotta un singolo modus: infatti, nella sua produzione, Fresu utilizza i materiali più disparati (legni, metalli, stoffe, inserti di giornali, minuterie) uniti ad una eccellente tecnica pittorica.

 

195,00

Paolo Fresu, come un attento scenografo, si avvale di una sorta di palcoscenico fantastico, in cui i personaggi, quasi di pirandelliana memoria, “…interagiscono in un clima di complicità e di doppiezza, di intrigo e finzione, che l’autore rende tuttavia più leggero e ludico sulle ali d’una velata ironia e d’una sorridente sceneggiata metaforica”.

In questo caso l’artista si è cimentato in un ciclo produttivo dedicato alle bellezze al bagno, donne in vasca immerse in soffice schiuma, in compagnia di animali domestici, in questo caso di due gattini.

Per sviluppare il proprio intento, l’artista non adotta un singolo modus: infatti, nella sua produzione, Fresu utilizza i materiali più disparati (legni, metalli, stoffe, inserti di giornali, minuterie) uniti ad una eccellente tecnica pittorica.

 

135,00

Le opere di Donatella Nannipieri sono realizzate interamente a mano, singolarmente, con le tecniche più antiche, precedenti l’invenzione del tornio.

Il metodo più diretto consiste nel plasmare la creta con le mani o con stecche di legno, in un gioco continuo di aggiungere, togliere, premere, modificare.

Anche il “lucignolo” (la sovrapposizione di cordoncini di creta impastati insieme uno a uno) permette di realizzare le forme più varie che, talvolta, vengono decorate a impressione con timbri e materiali naturali.

In relazione alle argille e agli smalti usati, le cotture sono di vario tipo: quelle più tradizionali e quelle sperimentali come il raku, utilizzato per questo piatto, che dona particolari e sempre unici effetti materici e coloristici.

Curiosità ulteriore su questo esemplare: sul fondo viene riportato anche un bollo di serie che reca la scritta “ARTE ITALICA. MADE IN ITALY. NOT FOR FOOD USE”.

Il bollo fa riferimento a una produzione in serie di ceramiche commissionata direttamente a Donatella Nannipieri da acquirenti americani, i quali selezionarono per l’esportazione alcuni esemplari e ne lasciarono un piccolo nucleo all’artista; questa ceramica fa parte di tale esclusivo nucleo.

60,00

Nathalie Masotti, oltre a realizzare delle pitture su vetro davvero interessanti, produce miniature su carta sulle quali ama sperimentare materiali: stoffa, decorazioni floreali, accessori e bijoux, il tutto unito alla pittura e al disegno artistico.

Il soggetto da lei prediletto per questo filone tematico è la Geisha, donna particolarmente versata nella musica, nel canto e nella danza.

Da sempre attratta dall’Arte Giapponese e dalle sue varie forme artistiche, Nathalie ha dato vita alla “Geisha Collection Style Series”, riproducendo questa figura molto diffusa nel diciottesimo e nel diciannovesimo secolo e che sta ora man mano scomparendo.

L’opera riporta la sigla in basso a destra (N.M) e sul retro l’autentica dell’artista.

92,00

In questa serigrafia dell’omonima tela di Mario Corrieri viene rappresentata come indiscussa protagonista una natura, bagnata da una luce calda, brillante ed estatica. Risuonano nell’arsura dell’estate i campi di grano dorato, maestri della vita serena di campagna lontano dalla modernità e dal cemento della civiltà compulsiva.

92,00

La serigrafia della tela omonima di Mario Corrieri, ritrae una natura bagnata da una luce calda, brillante ed estatica. In questo caso, il colpo d’occhio viene catturato imemdiatamente dalla distesa di papaveri che, diradati in primo piano, si fanno sempre più numerosi man mano che ci si allontana, assumendo quasi la forma di una marea floreale purpurea.

150,00

La bellezza delle cose semplici può dirsi concetto base nelle opere di Valentina Sacchelli, che nella loro sobrietà figurativa ci immergono in un immaginario profondamente interiorizzato dall’artista, cui da libero sfogo nel processo creativo.

Un immaginario che non comprende solo gli stimoli ricevuti in ambiente accademico ma anche le suggestioni dei luoghi d’origine, la Versilia appunto e, in anni più recenti, la campagna lucchese nei dintorni di Pescaglia: piccolo paese nel quale l’artista vive e nelle cui campagne ama passeggiare con un taccuino in tasca per poter fissare ogni spunto utile ad arricchire la propria produzione pittorica.

Il risultato del girovagare e del vivere quotidianamente la natura che circonda il paesino della lucchesia, arricchisce l’arte di Valentina Sacchelli , che si articola anche in un secondo filone oltre a quello che segue le orme di Galileo Chini e si sviluppa con l’elaborazione figurativa della tanto amata campagna di San Martino in Freddana, autentico fortino di pace e tranquillità per l’artista.

I dipinti richiamano uno stile naif, affine all’arte del post-impressionista francese Henri Rousseau; questo per le campiture cromatiche, la resa prospettica ed i soggetti scelti.

Valentina Sacchelli sceglie di dipingere scene di asinelli che si nascondono dietro a ai cipressi, uccellini che fanno capolino in un campo di cipolle e le più caratteristiche architetture del luogo, di nuovo rese con la tecnica ad acrilico e sempre contrassegnate da un’essenzialità necessaria ma non scontata, finalizzata a portare l’attenzione sulla bellezza della semplicità di pomeriggi passati in giro per la campagna.

Tutto ciò trasmette appieno il forte attaccamento dell’artista ai luoghi ritratti, cosa che emerge chiaramente come uno dei messaggi principali delle sue opere.

Pesce lanterna giallo 2019
210,00

La scultura, parte integrante di una lampada di design con base in legno sul cui fondo sono presenti la firma dell’artista e l’anno di realizzazione, prende spunto dal pesce lanterna presente nel film di animazione “Deep – un’avventura in fondo al mare” della M2 Pictures.

Deep è un polpo “dumbo” avventuroso e l’ultimo del suo genere vive lì con i suoi due amici incondizionati: Evo, un pescatore nerd e goffo, e Alice, un gambero nevrotico di acque profonde. Quando un incidente distrugge la loro casa, il guardiano dell’abisso, The Kraken, invia Deep e i suoi amici in un pericoloso viaggio alla ricerca di una nuova casa. Viaggeranno, così, verso luoghi meravigliosi come la città sommersa di New York, il Titanic o l’Artico, affrontando formidabili nemici e situazioni esilaranti.