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500,00

Zeno Travegan ha iniziato a dipingere pesci partendo dalla metafora del silenzio, elemento per lui fondamentale nella ricerca di un percorso da sviluppare ma anche desiderio da contrapporre ai fiumi di parole spesso inutili di questi tempi.

Poi le acciughe hanno preso il sopravvento ispirandogli un piacevole coinvolgimento grazie al loro dinamismo, al loro carattere “sfuggente” e soprattutto alla caleidoscopica rivelazione di mille colori e sfumature, dei riflessi veloci tra acqua e luce.

Nel ciclo “Anciue”, l’artista evidenzia ulteriormente la sua produzione caratterizzata da un vero e proprio ponte tra classicità e contemporaneità.

888,00

In questa litografia dell’opera omonima di Salvatore Sardisco, la realtà onirica si libera nella rappresentazione, associando in modo disinvolto pensiero e sogno nella realizzazione del proprio autoritratto.

L’arte di Sardisco è in continua evoluzione: instancabile, fa esplodere una formidabile forza creatrice provando nuovi percorsi, nuovi progetti d’arte, nuove tecniche di esecuzione, senza tuttavia dimenticare di percorrere e sondare le vie intricate dell’anima umana.

Guardare le opere di Sardisco significa addentrarsi in un mondo desideroso di rinascita, di vita pulsante nascosta tra misteriosi, arcani simboli di luce, il tutto imbevuto da schegge biografiche.

L’opera in questione è un autoritratto dell’artista del 1973 che si va inserire in una serie di opere che vedono personificazioni di emozioni, come la speranza ed è caratterizzata da uno sfaldarsi del colore via via che ci si avvicina all’ovale del viso. facendo rimanere vivi soltanto quegli occhi carichi di intensità e abbracciando una sorta di disintegrazione dell’identità.

Questa scelta è stata intrapresa perché Sardisco in quel momento si era avvicinato allo studio della teosofia e all’idea che la sua mente fosse  in connessione con le altre menti e con tutto l’universo; in quest’opera lui stesso diventa simbolo dell’umanità tutta.

Nella storia dell’arte l’autoritratto è una chiara volontà di voler lasciare traccia di sé ai posteri e Sardisco sceglie di farlo semplicemente con lo sguardo.

La litografia, corredata da cornice artigianale,  è un pezzo unico in esclusiva per la galleria (05/100), firmata, timbrata, con dedica sul retro manoscritta dall’autore che rende ancora più preziosa l’opera.

1.400,00

La percezione sensibile dell’immaginario di Daniele Govi si coglie soprattutto nelle sue “marine”: egli attinge al mondo dei ricordi personali, alle suggestioni rilasciate dalla vista del mare, alle emozioni che sfiorano chiunque vi si connetta.

Il raggio meraviglioso dell’istante, l’attimo fuggitivo.

Il mare e la spiaggia vengono visti come un presente imponente, ingombranti nell’animo, mossi dai caldi colori della terra che si incontrano con gli azzurri decantati e morbidi dell’acqua salata che si increspano sulla superficie.

“Bagnanti 2004” nasce come bozzetto dell’opera “La spiaggia della memoria” del 2005, realizzata in occasione del cinquecentenario della Battaglia di San Vincenzo e del conseguente riallestimento dell’omonimo trittico nella nuova Sala Consiliare ricavata nell’antica torre di San Vincenzo

94,00

Valentina Sacchelli riesce a dare sfogo alla propria creatività con naturalezza, e in maniera molto originale concepisce uno dei suoi primi progetti, dal titolo “Sulle orme di Galileo Chini”.

Si tratta di una raccolta di dipinti che ha per soggetto le facciate degli edifici in stile liberty che animano la celebre passeggiata di Viareggio ed alcune delle ville che sorgono davanti alle mura di Lucca.

La ricerca che l’artista conduce mira a valorizzare questi antichi edifici , ormai trascurati e dati tristemente per scontati dalla popolazione locale, puntando a conferire loro, attraverso i propri quadri, una rinnovata bellezza e un’aura di serena collocazione in uno spazio atemporale, quasi fantastico.

L’originalità del progetto risiede nell’elaborazione figurativa con cui Valentina Sacchelli da forma alle proprie opere; l’artista infatti rilegge in chiave personale lo stile degli edifici viareggini e lucchesi, tenendo in considerazione le suggestioni artistiche cui si è soffermata negli anni e che in questo progetto in particolare conducono alla figura del celebre artista toscano Galileo Chini, esponente di spicco del liberty italiano e riconosciuto a livello internazionale.

Chini fu effettivamente coinvolto nella realizzazione di alcune facciate della passeggiata viareggina ed in questo progetto diventa una presenza tangibile e costante.

Ogni facciata è infatti trasposta in pittura e completata, nelle parti realmente danneggiate o mancanti delle vetrate, con delle citazioni figurative tratte proprio dalla sua celebre opera “La Primavera”, del 1914, raffigurante figure femminili avvolte da un immenso giardino ricco di fiori e vegetazione. Le cascate di colori organizzate in figure geometriche e floreali con cui Valentina Sacchelli riproduce le vetrate, regalano all’osservatore una sensazione di armonia e di tempo sospeso, proprio come nell’opera di Chini.

220,00

Luca Bellandi si distingue per l’originale rivisitazione della sua preparazione classica, cui affida il compito di aderire alle istanze della contemporaneità.

In quest’opera l’artista supera la figura statica e, attraversando la storia, con personale azione dinamica pare voler imprimere il racconto di un personaggio estremamente interessante: George Sand.

George Sand era l’amante di Chopin ed era solita vestirsi da uomo.

George Sand, però, non è stata soltanto l’amante di Chopin e la scrittrice più eccentrica e trasgressiva della letteratura francese ottocentesca: appassionata intenditrice dell’arte dei suoni, legata da sentimenti d’amicizia ai più grandi musicisti vissuti nella Parigi del suo tempo, è stata anche entusiasta sostenitrice delle teorie del socialismo messianico di Pierre Leroux.

Negli scritti raccolti nel volume “George Sand. La musica e il socialismo” afferma e difende con determinazione le proprie idee politico-sociali, dimostrando grande sensibilità nei confronti della musica colta ed intuisce l’indubbio valore di quella di tradizione orale.

L’opera è un’incisione a cera molle  (37/75) con firma manoscritta dell’autore che ne avvalora l’autenticità e corredata da cornice artigianale.

 

150,00

La bellezza delle cose semplici può dirsi concetto base nelle opere di Valentina Sacchelli, che nella loro sobrietà figurativa ci immergono in un immaginario profondamente interiorizzato dall’artista, cui da libero sfogo nel processo creativo.

Un immaginario che non comprende solo gli stimoli ricevuti in ambiente accademico ma anche le suggestioni dei luoghi d’origine, la Versilia appunto e, in anni più recenti, la campagna lucchese nei dintorni di Pescaglia: piccolo paese nel quale l’artista vive e nelle cui campagne ama passeggiare con un taccuino in tasca per poter fissare ogni spunto utile ad arricchire la propria produzione pittorica.

Il risultato del girovagare e del vivere quotidianamente la natura che circonda il paesino della lucchesia, arricchisce l’arte di Valentina Sacchelli , che si articola anche in un secondo filone oltre a quello che segue le orme di Galileo Chini e si sviluppa con l’elaborazione figurativa della tanto amata campagna di San Martino in Freddana, autentico fortino di pace e tranquillità per l’artista.

I dipinti richiamano uno stile naif, affine all’arte del post-impressionista francese Henri Rousseau; questo per le campiture cromatiche, la resa prospettica ed i soggetti scelti.

Valentina Sacchelli sceglie di dipingere scene di asinelli che si nascondono dietro a ai cipressi, uccellini che fanno capolino in un campo di cipolle e le più caratteristiche architetture del luogo, di nuovo rese con la tecnica ad acrilico e sempre contrassegnate da un’essenzialità necessaria ma non scontata, finalizzata a portare l’attenzione sulla bellezza della semplicità di pomeriggi passati in giro per la campagna.

Tutto ciò trasmette appieno il forte attaccamento dell’artista ai luoghi ritratti, cosa che emerge chiaramente come uno dei messaggi principali delle sue opere.

888,00

In questa litografia di Salvatore Sardisco, multiplo di un originale di grande successo, si assemblano intuizioni e tratti biografici attraverso la raffigurazione di corpi monumentali dai toni michelangioleschi fusi a volti anonimi di manichini metafisici dechirichiani.

In un’atmosfera sospesa, un paesaggio infuocato, condensato in calde cromie, circonda un uomo imprigionato nella sua solitudine che copre il proprio anonimo volto mentre un angelo, dai connotati femminili, lo colpisce.

Il sentimento di sofferenza che può colpire inizialmente è però sostituito dalla vera simbologia dell’opera: l’uomo che lotta ogni giorno nella propria vita, diviene eroe inconsapevole della rinascita del suo spirito che vira verso la luce; quella luce di rinnovamento, di rinascita, la “catarsi” che esplode dentro e intorno a lui.

L’immagine è avvolta dall’etereo bagliore della divinità, ovvero dal genio che alberga in ognuno di noi e che diviene forza di rivincita sul male e sul dolore che noi stessi, spesso, inconsapevolmente ci infliggiamo.

La litografia, corredata da cornice artigianale, è un pezzo unico in esclusiva per la galleria (10/100), firmata, timbrata, con dedica sul retro manoscritta dall’autore che rende ancora più preziosa l’opera.

 

175,00

La bellezza delle cose semplici può dirsi concetto base nelle opere di Valentina Sacchelli, che nella loro sobrietà figurativa ci immergono in un immaginario profondamente interiorizzato dall’artista, cui da libero sfogo nel processo creativo.

Un immaginario che non comprende solo gli stimoli ricevuti in ambiente accademico ma anche le suggestioni dei luoghi d’origine, la Versilia appunto e, in anni più recenti, la campagna lucchese nei dintorni di Pescaglia: piccolo paese nel quale l’artista vive e nelle cui campagne ama passeggiare con un taccuino in tasca per poter fissare ogni spunto utile ad arricchire la propria produzione pittorica.

Il risultato del girovagare e del vivere quotidianamente la natura che circonda il paesino della lucchesia, arricchisce l’arte di Valentina Sacchelli , che si articola anche in un secondo filone oltre a quello che segue le orme di Galileo Chini e si sviluppa con l’elaborazione figurativa della tanto amata campagna di San Martino in Freddana, autentico fortino di pace e tranquillità per l’artista.

I dipinti richiamano uno stile naif, affine all’arte del post-impressionista francese Henri Rousseau; questo per le campiture cromatiche, la resa prospettica ed i soggetti scelti.

Valentina Sacchelli sceglie di dipingere scene di asinelli che si nascondono dietro a ai cipressi, uccellini che fanno capolino tra i canneti lungo il fiume Serchio e le più caratteristiche architetture del luogo, di nuovo rese con la tecnica ad acrilico e sempre contrassegnate da un’essenzialità necessaria ma non scontata, finalizzata a portare l’attenzione sulla bellezza della semplicità di pomeriggi passati in giro per la campagna.

Tutto ciò trasmette appieno il forte attaccamento dell’artista ai luoghi ritratti, cosa che emerge chiaramente come uno dei messaggi principali delle sue opere.

1.110,00

In questa litografia dell’omonimo originale è percettibile l’interesse che da sempre contraddistingue Salvatore Sardisco per i turbinii del mistero, gli spiraliformi caratteri dello spirito, le energie che si liberano intorno a tutte le creature.

“Crepuscolo della vita” è un’opera del 1978 e si colloca nel mezzo a due crisi depressive vissute dall’artista; viene rappresentato qui un vecchio, con il volto mutuato da un disegno anatomico di Leonardo Da Vinci, che diventa paradigma di esperienza e personificazione della maturità.

La figura si colloca all’interno dell’Universo, accovacciato nell’Universo e presenta, rispetto al volto,  un corpo sano e giovanile intento  ad accarezzare un fiore, non a coglierlo, a indicare il rispetto nei confronti di ogni forma di vita vivente.

La figura entra in sintonia con lo stesso Universo attraverso la luce blu notte che lo accoglie e lo illumina nelle insenature muscolari, così come il rosso su cui siede che va infrangersi insieme al bianco della luce che lo avvolge, quasi ad indicare che in ognuno di noi esiste una parte di divinità.

La litografia, corredata da cornice artigianale, è un pezzo unico in esclusiva per la galleria (il primo di una serie di 100), firmata, timbrata, con dedica sul retro manoscritta dall’autore che rende ancora più preziosa l’opera.

320,00

Nathalie Masotti nel tempo ha sviluppato una crescente creatività artistica che ha avuto origine dalla sua passione per le Arti Decorative e che si è manifestata, recentemente, in una vera e propria Pittura su Vetro.

La lastra diviene la sua personale tela d’autore!

Dalla scelta del vetro al quella del colore, la tecnica della pittura su vetro è difficile così come leggiadro e delicato è poi il risultato che si ottiene.

Richiede occhio e pazienza oltre a una particolare tecnica e manualità.

Nathalie applica il colore o la polvere dal retro della superficie, in modo che il disegno traspaia attraverso  la lastra di vetro che così resta liscia e, a sua volta, riveste il retro con un’ulteriore lastra a protezione della raffigurazione.

L’opera presenta le iniziali dell’artista in basso a destra (N.M.) ed è corredata da cornice artigianale e da autentica posta sul retro.

800,00

Nella pittura di Luca Bellandi la scena risulta spesso animata da manichini danzanti che fluttuano sulla superficie.

Corpi femminei sensuali che svettano sinuosi celando il volto in scorci ardimentosi.

Sono i suoi famosi “ghost”.

Figure fuggite dal palcoscenico della vita, anime che raccontano la loro storia, immobilizzate nell’artificio della creazione per mezzo di acrobazie cromatiche.

Non si può che sottolineare come Bellandi abbia in sé una incredibile capacità di “affabulatore” per immagini.

L’opera è una serigrafa polimaterica (122/200) con firma manoscritta dell’autore che ne avvalora l’autenticità e corredata da cornice artigianale.

 

1.200,00

La percezione sensibile dell’immaginario di Daniele Govi attinge al mondo dei ricordi personali, alle suggestioni rilasciate dalla vista del mare, alle emozioni che sfiorano chiunque vi si connetta.

Il raggio meraviglioso dell’istante, l’attimo fuggitivo.

In questa opera, olio su tela, l’artista rappresenta una scena tipica del Porto di Piombino, situato al confine tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno. È il terzo porto italiano per traffico passeggeri con linee verso l’isola d’Elba, la Sardegna, la Corsica e Pianosa.

Il Porto di Piombino è importante è anche a livello commerciale e industriale, collegato principalmente alla presenza degli stabilimenti siderurgici di Piombino e, infatti, a essere ritratti in primo piano sono la poppa di un mercantile in partenza e il suo fumaiolo centrale attivo.