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480,00

Quella di Stefano Mancini è una rappresentazione onirica di scenografie mobili, figurine bidimensionali che si avvicendano in un fantasmagorico articolarsi di luci, colori, immagini, e orpelli ornamentali.

Il pittore lascia evaporare, in modo quasi felliniano, l’inconscio dalla sua mente incontrando la sua dimensione bambina, fanciullesca, che insegue il magico mondo della fiaba, del racconto incantato, dei personaggi virtuosi, rappresentando metaforicamente in modo satirico la commedia umana.

Un mondo di personaggi animati: qui rappresentato un cavaliere in sella al suo fido destriero, che ricorda quasi una pedina degli scacchi, intento a combattere con la lancia in un torneo (giostra medievale) in cui pare già aver trafitto l’emblema dell’amore, un cuore rosso in rilievo.

Avatar 2020
210,00

La ceramica, una tavoletta contrassegnata dalla firma dell’artista e dall’anno sul retro, rappresenta i due protagonisti di “Avatar”, film di fantascienza del 2009 diretto da James Cameron.

Il film ha stabilito diversi record di incassi, diventando anche il lungometraggio con più incassi nella storia del cinema, venendo superato nel 2019 da “Avengers: Endgame”, ma tornando poi al primo posto in classifica, grazie al mercato cinese, nel marzo 2021.

 

1.400,00

In quest’opera Daniele Govi ritrae una bagnante sulla sdraio, nuda, seduta di spalle che osserva il mare.

Un momento intimo, introspettivo.

Una scena questa dagli echi degassiani: Edgar Degas, infatti, amava rappresentare donne come se le spiasse “dal buco della serratura”.  I suoi nudi sono stati colti con tagli del tutto particolari mentre si spazzolano i capelli, si distendono in un bacile colmo d’acqua, o si chinano sensualmente per asciugare le estremità del corpo. Come tutti i giovani della sua generazione, desiderosi di intraprendere una carriera artistica, Degas riceve una formazione imperniata sulla rappresentazione di figure nude.

L’”académie”, ovvero lo studio del corpo nudo, considerato come l’esercizio più difficile e al tempo stesso più istruttivo, e a cui si riferiscono gran parte dei disegni, viene impartito nella bottega di Barrias (1822-1907) e in quella di Lamothe (1822-1869), eredi di Ingres, dove Degas muove i suoi primi passi.

Gli artisti dell’epoca, difatti, apprendono l’arte del nudo copiando la scultura antica e i vecchi maestri oppure cimentandosi nella raffigurazione di un modello in posa.

E come il suo illustre predecessore, anche Daniele Govi frequenta l’Accademia di Belle Arti e la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia, avvicinandosi nei medesimi termini a tale rappresentazione e, nel caso del nostro autore, rendendola parte integrante della sua produzione.

1.400,00

La percezione sensibile dell’immaginario di Daniele Govi si coglie soprattutto nelle sue “marine”: egli attinge al mondo dei ricordi personali, alle suggestioni rilasciate dalla vista del mare, alle emozioni che sfiorano chiunque vi si connetta.

Il raggio meraviglioso dell’istante, l’attimo fuggitivo.

Il mare e la spiaggia vengono visti come un presente imponente, ingombranti nell’animo, mossi dai caldi colori della terra che si incontrano con gli azzurri decantati e morbidi dell’acqua salata che si increspano sulla superficie.

“Bagnanti 2004” nasce come bozzetto dell’opera “La spiaggia della memoria” del 2005, realizzata in occasione del cinquecentenario della Battaglia di San Vincenzo e del conseguente riallestimento dell’omonimo trittico nella nuova Sala Consiliare ricavata nell’antica torre di San Vincenzo

94,00

Valentina Sacchelli riesce a dare sfogo alla propria creatività con naturalezza, e in maniera molto originale concepisce uno dei suoi primi progetti, dal titolo “Sulle orme di Galileo Chini”.

Si tratta di una raccolta di dipinti che ha per soggetto le facciate degli edifici in stile liberty che animano la celebre passeggiata di Viareggio ed alcune delle ville che sorgono davanti alle mura di Lucca.

La ricerca che l’artista conduce mira a valorizzare questi antichi edifici , ormai trascurati e dati tristemente per scontati dalla popolazione locale, puntando a conferire loro, attraverso i propri quadri, una rinnovata bellezza e un’aura di serena collocazione in uno spazio atemporale, quasi fantastico.

L’originalità del progetto risiede nell’elaborazione figurativa con cui Valentina Sacchelli da forma alle proprie opere; l’artista infatti rilegge in chiave personale lo stile degli edifici viareggini e lucchesi, tenendo in considerazione le suggestioni artistiche cui si è soffermata negli anni e che in questo progetto in particolare conducono alla figura del celebre artista toscano Galileo Chini, esponente di spicco del liberty italiano e riconosciuto a livello internazionale.

Chini fu effettivamente coinvolto nella realizzazione di alcune facciate della passeggiata viareggina ed in questo progetto diventa una presenza tangibile e costante.

Ogni facciata è infatti trasposta in pittura e completata, nelle parti realmente danneggiate o mancanti delle vetrate, con delle citazioni figurative tratte proprio dalla sua celebre opera “La Primavera”, del 1914, raffigurante figure femminili avvolte da un immenso giardino ricco di fiori e vegetazione. Le cascate di colori organizzate in figure geometriche e floreali con cui Valentina Sacchelli riproduce le vetrate, regalano all’osservatore una sensazione di armonia e di tempo sospeso, proprio come nell’opera di Chini.

550,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“Black map” è frutto di ricerche grafiche tridimensionali dell’artista e fa parte di una serie di “mappe mentali”: infatti, come viene utilizzato Google Earth per visualizzare da satellite le zone sulla Terra che ci interessano, così queste rappresentazioni artistiche mostrano i nostri pensieri, facendoci viaggiare tra le vie e i quartieri della nostra psiche.

Esattamente come riusciamo a distinguere le case, le strade, i ponti delle nostre città grazie al software, in “Black map” visualizziamo le case, le strade e i ponti dei nostri pensieri venendosi a concretizzare, così, una terza dimensione, una mappa virtuale, un cardiogramma a  rilievo, delle intime emozioni.

60,00

Nathalie Masotti, oltre a realizzare delle pitture su vetro davvero interessanti, produce miniature su carta sulle quali ama sperimentare materiali: stoffa, decorazioni floreali, accessori e bijoux, il tutto unito alla pittura e al disegno artistico.

Il soggetto da lei prediletto per questo filone tematico è la Geisha, donna particolarmente versata nella musica, nel canto e nella danza.

Da sempre attratta dall’Arte Giapponese e dalle sue varie forme artistiche, Nathalie ha dato vita alla “Geisha Collection Style Series”, riproducendo questa figura molto diffusa nel diciottesimo e nel diciannovesimo secolo e che sta ora man mano scomparendo.

L’opera riporta la sigla in basso a destra (N.M) e sul retro l’autentica dell’artista.

480,00

Quella di Stefano Mancini è una rappresentazione onirica di scenografie mobili, figurine bidimensionali che si avvicendano in un fantasmagorico articolarsi di luci, colori, immagini, e orpelli ornamentali.

Il pittore lascia evaporare, in modo quasi felliniano, l’inconscio dalla sua mente incontrando la sua dimensione bambina, fanciullesca, che insegue il magico mondo della fiaba, del racconto incantato, dei personaggi virtuosi, rappresentando metaforicamente in modo satirico la commedia umana.

Un mondo di personaggi animati: qui rappresentato un cavaliere in groppa al suo fido destriero, la cui morfologia quasi ricorda una pedina del gioco di scacchi, armato di uno scudo dorato e pronto a combattere per la propria dama…

150,00

La bellezza delle cose semplici può dirsi concetto base nelle opere di Valentina Sacchelli, che nella loro sobrietà figurativa ci immergono in un immaginario profondamente interiorizzato dall’artista, cui da libero sfogo nel processo creativo.

Un immaginario che non comprende solo gli stimoli ricevuti in ambiente accademico ma anche le suggestioni dei luoghi d’origine, la Versilia appunto e, in anni più recenti, la campagna lucchese nei dintorni di Pescaglia: piccolo paese nel quale l’artista vive e nelle cui campagne ama passeggiare con un taccuino in tasca per poter fissare ogni spunto utile ad arricchire la propria produzione pittorica.

Il risultato del girovagare e del vivere quotidianamente la natura che circonda il paesino della lucchesia, arricchisce l’arte di Valentina Sacchelli , che si articola anche in un secondo filone oltre a quello che segue le orme di Galileo Chini e si sviluppa con l’elaborazione figurativa della tanto amata campagna di San Martino in Freddana, autentico fortino di pace e tranquillità per l’artista.

I dipinti richiamano uno stile naif, affine all’arte del post-impressionista francese Henri Rousseau; questo per le campiture cromatiche, la resa prospettica ed i soggetti scelti.

Valentina Sacchelli sceglie di dipingere scene di asinelli che si nascondono dietro a ai cipressi, uccellini che fanno capolino in un campo di cipolle e le più caratteristiche architetture del luogo, di nuovo rese con la tecnica ad acrilico e sempre contrassegnate da un’essenzialità necessaria ma non scontata, finalizzata a portare l’attenzione sulla bellezza della semplicità di pomeriggi passati in giro per la campagna.

Tutto ciò trasmette appieno il forte attaccamento dell’artista ai luoghi ritratti, cosa che emerge chiaramente come uno dei messaggi principali delle sue opere.

175,00

La bellezza delle cose semplici può dirsi concetto base nelle opere di Valentina Sacchelli, che nella loro sobrietà figurativa ci immergono in un immaginario profondamente interiorizzato dall’artista, cui da libero sfogo nel processo creativo.

Un immaginario che non comprende solo gli stimoli ricevuti in ambiente accademico ma anche le suggestioni dei luoghi d’origine, la Versilia appunto e, in anni più recenti, la campagna lucchese nei dintorni di Pescaglia: piccolo paese nel quale l’artista vive e nelle cui campagne ama passeggiare con un taccuino in tasca per poter fissare ogni spunto utile ad arricchire la propria produzione pittorica.

Il risultato del girovagare e del vivere quotidianamente la natura che circonda il paesino della lucchesia, arricchisce l’arte di Valentina Sacchelli , che si articola anche in un secondo filone oltre a quello che segue le orme di Galileo Chini e si sviluppa con l’elaborazione figurativa della tanto amata campagna di San Martino in Freddana, autentico fortino di pace e tranquillità per l’artista.

I dipinti richiamano uno stile naif, affine all’arte del post-impressionista francese Henri Rousseau; questo per le campiture cromatiche, la resa prospettica ed i soggetti scelti.

Valentina Sacchelli sceglie di dipingere scene di asinelli che si nascondono dietro a ai cipressi, uccellini che fanno capolino tra i canneti lungo il fiume Serchio e le più caratteristiche architetture del luogo, di nuovo rese con la tecnica ad acrilico e sempre contrassegnate da un’essenzialità necessaria ma non scontata, finalizzata a portare l’attenzione sulla bellezza della semplicità di pomeriggi passati in giro per la campagna.

Tutto ciò trasmette appieno il forte attaccamento dell’artista ai luoghi ritratti, cosa che emerge chiaramente come uno dei messaggi principali delle sue opere.

Pesce lanterna giallo 2019
210,00

La scultura, parte integrante di una lampada di design con base in legno sul cui fondo sono presenti la firma dell’artista e l’anno di realizzazione, prende spunto dal pesce lanterna presente nel film di animazione “Deep – un’avventura in fondo al mare” della M2 Pictures.

Deep è un polpo “dumbo” avventuroso e l’ultimo del suo genere vive lì con i suoi due amici incondizionati: Evo, un pescatore nerd e goffo, e Alice, un gambero nevrotico di acque profonde. Quando un incidente distrugge la loro casa, il guardiano dell’abisso, The Kraken, invia Deep e i suoi amici in un pericoloso viaggio alla ricerca di una nuova casa. Viaggeranno, così, verso luoghi meravigliosi come la città sommersa di New York, il Titanic o l’Artico, affrontando formidabili nemici e situazioni esilaranti.

Pesce lanterna (verde) 2019
210,00

La scultura, parte integrante di una lampada di design con base in legno sul cui fondo sono presenti la firma dell’artista e l’anno di realizzazione, prende spunto dal pesce lanterna presente nel film di animazione “Deep – un’avventura in fondo al mare” della M2 Pictures.

Deep è un polpo “dumbo” avventuroso e l’ultimo del suo genere vive lì con i suoi due amici incondizionati: Evo, un pescatore nerd e goffo, e Alice, un gambero nevrotico di acque profonde. Quando un incidente distrugge la loro casa, il guardiano dell’abisso, The Kraken, invia Deep e i suoi amici in un pericoloso viaggio alla ricerca di una nuova casa. Viaggeranno, così, verso luoghi meravigliosi come la città sommersa di New York, il Titanic o l’Artico, affrontando formidabili nemici e situazioni esilaranti.