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380,00

Zeno Travegan ha iniziato a dipingere pesci partendo dalla metafora del silenzio, elemento per lui fondamentale nella ricerca di un percorso da sviluppare ma anche desiderio da contrapporre ai fiumi di parole spesso inutili di questi tempi.

Poi le acciughe hanno preso il sopravvento ispirandogli un piacevole coinvolgimento grazie al loro dinamismo, al loro carattere “sfuggente” e soprattutto alla caleidoscopica rivelazione di mille colori e sfumature, dei riflessi veloci tra acqua e luce.

Nel ciclo “Anciue”, l’artista evidenzia ulteriormente la sua produzione caratterizzata da un vero e proprio ponte tra classicità e contemporaneità.

500,00

Zeno Travegan ha iniziato a dipingere pesci partendo dalla metafora del silenzio, elemento per lui fondamentale nella ricerca di un percorso da sviluppare ma anche desiderio da contrapporre ai fiumi di parole spesso inutili di questi tempi.

Poi le acciughe hanno preso il sopravvento ispirandogli un piacevole coinvolgimento grazie al loro dinamismo, al loro carattere “sfuggente” e soprattutto alla caleidoscopica rivelazione di mille colori e sfumature, dei riflessi veloci tra acqua e luce.

Nel ciclo “Anciue”, l’artista evidenzia ulteriormente la sua produzione caratterizzata da un vero e proprio ponte tra classicità e contemporaneità: nel caso di “Anciue Old Song”, opera originale dotata di cornice artigianale, le sue sardine, colorate e rilucenti, nuotano su uno spartito d’epoca a sottolineare che anche quei movimenti, rapidi e luccicanti, hanno in ritmo, un mood.

750,00

Zeno Travegan ha iniziato a dipingere pesci partendo dalla metafora del silenzio, elemento per lui fondamentale nella ricerca di un percorso da sviluppare ma anche desiderio da contrapporre ai fiumi di parole spesso inutili di questi tempi.

Poi le acciughe hanno preso il sopravvento ispirandogli un piacevole coinvolgimento grazie al loro dinamismo, al loro carattere “sfuggente” e soprattutto alla caleidoscopica rivelazione di mille colori e sfumature, dei riflessi veloci tra acqua e luce.

Nel ciclo “Anciue”, l’artista evidenzia ulteriormente la sua produzione caratterizzata da un vero e proprio ponte tra classicità e contemporaneità: nel caso di “Anciue Very Old Song 1”, opera originale dotata di cornice artigianale, le sue sardine, colorate e rilucenti, nuotano su uno spartito del Settecento a sottolineare che anche quei movimenti, rapidi e luccicanti, hanno in ritmo, un mood.

750,00

Zeno Travegan ha iniziato a dipingere pesci partendo dalla metafora del silenzio, elemento per lui fondamentale nella ricerca di un percorso da sviluppare ma anche desiderio da contrapporre ai fiumi di parole spesso inutili di questi tempi.

Poi le acciughe hanno preso il sopravvento ispirandogli un piacevole coinvolgimento grazie al loro dinamismo, al loro carattere “sfuggente” e soprattutto alla caleidoscopica rivelazione di mille colori e sfumature, dei riflessi veloci tra acqua e luce.

Nel ciclo “Anciue”, l’artista evidenzia ulteriormente la sua produzione caratterizzata da un vero e proprio ponte tra classicità e contemporaneità: nel caso di “Anciue Very Old Song 2”, opera originale dotata di cornice artigianale, le sue sardine, colorate e rilucenti, nuotano su uno spartito del Settecento a sottolineare che anche quei movimenti, rapidi e luccicanti, hanno in ritmo, un mood.

500,00

Zeno Travegan ha iniziato a dipingere pesci partendo dalla metafora del silenzio, elemento per lui fondamentale nella ricerca di un percorso da sviluppare ma anche desiderio da contrapporre ai fiumi di parole spesso inutili di questi tempi.

Poi le acciughe hanno preso il sopravvento ispirandogli un piacevole coinvolgimento grazie al loro dinamismo, al loro carattere “sfuggente” e soprattutto alla caleidoscopica rivelazione di mille colori e sfumature, dei riflessi veloci tra acqua e luce.

Nel ciclo “Anciue”, l’artista evidenzia ulteriormente la sua produzione caratterizzata da un vero e proprio ponte tra classicità e contemporaneità.

94,00

Valentina Sacchelli riesce a dare sfogo alla propria creatività con naturalezza, e in maniera molto originale concepisce uno dei suoi primi progetti, dal titolo “Sulle orme di Galileo Chini”.

Si tratta di una raccolta di dipinti che ha per soggetto le facciate degli edifici in stile liberty che animano la celebre passeggiata di Viareggio ed alcune delle ville che sorgono davanti alle mura di Lucca.

La ricerca che l’artista conduce mira a valorizzare questi antichi edifici , ormai trascurati e dati tristemente per scontati dalla popolazione locale, puntando a conferire loro, attraverso i propri quadri, una rinnovata bellezza e un’aura di serena collocazione in uno spazio atemporale, quasi fantastico.

L’originalità del progetto risiede nell’elaborazione figurativa con cui Valentina Sacchelli da forma alle proprie opere; l’artista infatti rilegge in chiave personale lo stile degli edifici viareggini e lucchesi, tenendo in considerazione le suggestioni artistiche cui si è soffermata negli anni e che in questo progetto in particolare conducono alla figura del celebre artista toscano Galileo Chini, esponente di spicco del liberty italiano e riconosciuto a livello internazionale.

Chini fu effettivamente coinvolto nella realizzazione di alcune facciate della passeggiata viareggina ed in questo progetto diventa una presenza tangibile e costante.

Ogni facciata è infatti trasposta in pittura e completata, nelle parti realmente danneggiate o mancanti delle vetrate, con delle citazioni figurative tratte proprio dalla sua celebre opera “La Primavera”, del 1914, raffigurante figure femminili avvolte da un immenso giardino ricco di fiori e vegetazione. Le cascate di colori organizzate in figure geometriche e floreali con cui Valentina Sacchelli riproduce le vetrate, regalano all’osservatore una sensazione di armonia e di tempo sospeso, proprio come nell’opera di Chini.

60,00

Nathalie Masotti, oltre a realizzare delle pitture su vetro davvero interessanti, produce miniature su carta sulle quali ama sperimentare materiali: stoffa, decorazioni floreali, accessori e bijoux, il tutto unito alla pittura e al disegno artistico.

Il soggetto da lei prediletto per questo filone tematico è la Geisha, donna particolarmente versata nella musica, nel canto e nella danza.

Da sempre attratta dall’Arte Giapponese e dalle sue varie forme artistiche, Nathalie ha dato vita alla “Geisha Collection Style Series”, riproducendo questa figura molto diffusa nel diciottesimo e nel diciannovesimo secolo e che sta ora man mano scomparendo.

L’opera riporta la sigla in basso a destra (N.M) e sul retro l’autentica dell’artista.

150,00

La bellezza delle cose semplici può dirsi concetto base nelle opere di Valentina Sacchelli, che nella loro sobrietà figurativa ci immergono in un immaginario profondamente interiorizzato dall’artista, cui da libero sfogo nel processo creativo.

Un immaginario che non comprende solo gli stimoli ricevuti in ambiente accademico ma anche le suggestioni dei luoghi d’origine, la Versilia appunto e, in anni più recenti, la campagna lucchese nei dintorni di Pescaglia: piccolo paese nel quale l’artista vive e nelle cui campagne ama passeggiare con un taccuino in tasca per poter fissare ogni spunto utile ad arricchire la propria produzione pittorica.

Il risultato del girovagare e del vivere quotidianamente la natura che circonda il paesino della lucchesia, arricchisce l’arte di Valentina Sacchelli , che si articola anche in un secondo filone oltre a quello che segue le orme di Galileo Chini e si sviluppa con l’elaborazione figurativa della tanto amata campagna di San Martino in Freddana, autentico fortino di pace e tranquillità per l’artista.

I dipinti richiamano uno stile naif, affine all’arte del post-impressionista francese Henri Rousseau; questo per le campiture cromatiche, la resa prospettica ed i soggetti scelti.

Valentina Sacchelli sceglie di dipingere scene di asinelli che si nascondono dietro a ai cipressi, uccellini che fanno capolino in un campo di cipolle e le più caratteristiche architetture del luogo, di nuovo rese con la tecnica ad acrilico e sempre contrassegnate da un’essenzialità necessaria ma non scontata, finalizzata a portare l’attenzione sulla bellezza della semplicità di pomeriggi passati in giro per la campagna.

Tutto ciò trasmette appieno il forte attaccamento dell’artista ai luoghi ritratti, cosa che emerge chiaramente come uno dei messaggi principali delle sue opere.

175,00

La bellezza delle cose semplici può dirsi concetto base nelle opere di Valentina Sacchelli, che nella loro sobrietà figurativa ci immergono in un immaginario profondamente interiorizzato dall’artista, cui da libero sfogo nel processo creativo.

Un immaginario che non comprende solo gli stimoli ricevuti in ambiente accademico ma anche le suggestioni dei luoghi d’origine, la Versilia appunto e, in anni più recenti, la campagna lucchese nei dintorni di Pescaglia: piccolo paese nel quale l’artista vive e nelle cui campagne ama passeggiare con un taccuino in tasca per poter fissare ogni spunto utile ad arricchire la propria produzione pittorica.

Il risultato del girovagare e del vivere quotidianamente la natura che circonda il paesino della lucchesia, arricchisce l’arte di Valentina Sacchelli , che si articola anche in un secondo filone oltre a quello che segue le orme di Galileo Chini e si sviluppa con l’elaborazione figurativa della tanto amata campagna di San Martino in Freddana, autentico fortino di pace e tranquillità per l’artista.

I dipinti richiamano uno stile naif, affine all’arte del post-impressionista francese Henri Rousseau; questo per le campiture cromatiche, la resa prospettica ed i soggetti scelti.

Valentina Sacchelli sceglie di dipingere scene di asinelli che si nascondono dietro a ai cipressi, uccellini che fanno capolino tra i canneti lungo il fiume Serchio e le più caratteristiche architetture del luogo, di nuovo rese con la tecnica ad acrilico e sempre contrassegnate da un’essenzialità necessaria ma non scontata, finalizzata a portare l’attenzione sulla bellezza della semplicità di pomeriggi passati in giro per la campagna.

Tutto ciò trasmette appieno il forte attaccamento dell’artista ai luoghi ritratti, cosa che emerge chiaramente come uno dei messaggi principali delle sue opere.

350,00
COL3A1 identifica al meglio il concetto di Mashall McLuhan, “The medium is the message”, che il critico d’arte Renato Barilli mette in relazione con la nascita dell’arte contemporanea, in cui l’artista diventa testimone del tempo e dello spazio che sta vivendo: così questa autrice emergente dialoga con il pubblico attraverso le proprie opere, esponendo i suoi pensieri, la sua visione dell’attuale realtà.
“Dontriade 2021”, che ha partecipato al Premio Arte Contro le Discriminazioni della Croce Rossa Italiana, narra i tre principali divieti che la società impone al singolo (i “don’t” che richiamano il titolo, diventati triade per il numero dei divieti riprodotti).
I soggetti, raffigurati a mo’ di scimmie pensanti secondo il libro sull’evoluzione di Robin Dunbar, rappresentano nell’ordine: “non guardare” (don’t see), in cui la vista viene catturata da occhiali per realtà virtuale 3D; “non ascoltare” (don’t hear), in cui l’udito è impegnato nell’ascolto di ciò che trasmettono le cuffie sovraurali  e infine “non parlare” (don’t speack) dove la scimmia è intenta a mangiare cibo da fast food.
L’osservanza dei tre divieti comporta l’esclusione degli individui dal mondo e dalla realtà che li circonda, facendoli diventare ciechi, sordi e muti.
586,00
Il mondo di COL3A1 è incentrato sulla figura femminile, che tratta con visionaria creatività; le sue donne sono emblema di un’epoca, un inno alla bellezza e alla parità dei diritti condotto senza perdere la peculiare forza seduttiva e attrattiva.

La determinazione della sua Easy Queer non si ferma di fronte a niente.

Diritti negati, offese gratuite, mancato riconoscimento della propria esistenza hanno scavato rughe profonde in fondo alla sua anima.

Nonostante questo, la testa rimane dritta verso il riconoscimento di una realtà che necessita di essere tutelata.

Lo sguardo è determinato, pensando alle conquiste, ma d’altronde infelice perché innumerevoli sono le occasioni in cui viene definita ancora “diversa”.

Quest’opera nasce in occasione della Giornata Internazionale della Donna grazie alla partecipazione all’evento organizzato da “Non una di meno Lucca” ove si è parlato dell’autodeterminazione e il diritto alla salute sessuale e riproduttiva delle donne e di saperi transafemministi.

320,00

Nathalie Masotti nel tempo ha sviluppato una crescente creatività artistica che ha avuto origine dalla sua passione per le Arti Decorative e che si è manifestata, recentemente, in una vera e propria Pittura su Vetro.

La lastra diviene la sua personale tela d’autore!

Dalla scelta del vetro al quella del colore, la tecnica della pittura su vetro è difficile così come leggiadro e delicato è poi il risultato che si ottiene.

Richiede occhio e pazienza oltre a una particolare tecnica e manualità.

Nathalie applica il colore o la polvere dal retro della superficie, in modo che il disegno traspaia attraverso  la lastra di vetro che così resta liscia e, a sua volta, riveste il retro con un’ulteriore lastra a protezione della raffigurazione.

L’opera presenta le iniziali dell’artista in basso a destra (N.M.) ed è corredata da cornice artigianale e da autentica posta sul retro.