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220,00

Luca Bellandi si distingue per l’originale rivisitazione della sua preparazione classica, cui affida il compito di aderire alle istanze della contemporaneità.

In quest’opera l’artista supera la figura statica e, attraversando la storia, con personale azione dinamica pare voler imprimere il racconto di un personaggio estremamente interessante: George Sand.

George Sand era l’amante di Chopin ed era solita vestirsi da uomo.

George Sand, però, non è stata soltanto l’amante di Chopin e la scrittrice più eccentrica e trasgressiva della letteratura francese ottocentesca: appassionata intenditrice dell’arte dei suoni, legata da sentimenti d’amicizia ai più grandi musicisti vissuti nella Parigi del suo tempo, è stata anche entusiasta sostenitrice delle teorie del socialismo messianico di Pierre Leroux.

Negli scritti raccolti nel volume “George Sand. La musica e il socialismo” afferma e difende con determinazione le proprie idee politico-sociali, dimostrando grande sensibilità nei confronti della musica colta ed intuisce l’indubbio valore di quella di tradizione orale.

L’opera è un’incisione a cera molle  (37/75) con firma manoscritta dell’autore che ne avvalora l’autenticità e corredata da cornice artigianale.

 

1.000,00

Nella pittura di Luca Bellandi la scena risulta spesso animata da manichini danzanti che fluttuano sulla superficie.

Corpi femminei sensuali che svettano sinuosi celando il volto in scorci ardimentosi.

Sono i suoi famosi “ghost”.

Figure fuggite dal palcoscenico della vita, anime che raccontano la loro storia, immobilizzate nell’artificio della creazione per mezzo di acrobazie cromatiche.

Non si può che sottolineare come Bellandi abbia in sé una incredibile capacità di “affabulatore” per immagini.

L’opera è una serigrafa polimaterica (44/150) con firma manoscritta dell’autore che ne avvalora l’autenticità e corredata da cornice artigianale.

 

800,00

Nella pittura di Luca Bellandi la scena risulta spesso animata da manichini danzanti che fluttuano sulla superficie.

Corpi femminei sensuali che svettano sinuosi celando il volto in scorci ardimentosi.

Sono i suoi famosi “ghost”.

Figure fuggite dal palcoscenico della vita, anime che raccontano la loro storia, immobilizzate nell’artificio della creazione per mezzo di acrobazie cromatiche.

Non si può che sottolineare come Bellandi abbia in sé una incredibile capacità di “affabulatore” per immagini.

L’opera è una serigrafa polimaterica (122/200) con firma manoscritta dell’autore che ne avvalora l’autenticità e corredata da cornice artigianale.