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75,00

La scultura di Donatella Nannipieri, contrassegnata dal timbro di autenticità dell’artista posto sul retro, rende omaggio alle differenti raffigurazioni inerenti la lettura nell’arte, in particolare a quelle eseguite dall’artista Silvestro Lega, con maggior frequenza, negli anni della scuola di Piagenti­na, tra il 1861 e il 1870.

Ovviamente il tributo della Nannipieri porta le caratteristiche della sua ultima produzione, in cui le sue eroine vengono rappresentate semi-rilassate o inglobate in soluzioni che bloccano le forme, con volti intensi, compresse in sagome plastificate, meditative, sorridenti o inquiete, spesso imprigionate in profili geometrici che strizzano l’occhio alla poetica contemporanea di Amalia Ciardi Duprè.

75,00

La scultura di Donatella Nannipieri, contrassegnata dal timbro di autenticità dell’artista posto sul lato posteriore in basso a destra, rende omaggio alle differenti raffigurazioni inerenti la lettura nell’arte, in particolare a quelle eseguite dall’artista Silvestro Lega, con maggior frequenza, negli anni della scuola di Piagenti­na, tra il 1861 e il 1870.

Ovviamente il tributo della Nannipieri porta le caratteristiche della sua ultima produzione, in cui le sue eroine (in questo caso una figura maschile) vengono rappresentate semi-rilassate o inglobate in soluzioni che bloccano le forme, con volti intensi, compresse in sagome plastificate, meditative, sorridenti o inquiete, spesso imprigionate in profili geometrici che strizzano l’occhio alla poetica contemporanea di Amalia Ciardi Duprè.

530,00

La scultura “Medea” del 2009 appartiene a quel ramo della produzione di Donatella Nannipieri in cui l’artista si cimenta nella raffigurazione di alcuni soggetti secondo la propria visione, reinterpretandoli e catturando l’emozione del momento che l’ha colpita osservandoli.

In questa scultura composta da due personaggi, Donatella Nannipieri ha voluto rappresentare la tragedia di Medea raccontata da Euripide, prendendo spunto da uno spettacolo teatrale svoltosi a Livorno, il cui libretto di sala raffigurava la scena di Giasone e Medea, avvolti dal dolore, sopraffatti da tutto quello che era loro capitato.

La scultrice riproduce la scena con vivido realismo espressivo, che va, però, a perdersi nell’assenza degli arti, come il rarefarsi dell’immagine di un ricordo, i cui contorni ed estremi risultano, col passare del tempo, meno nitidi.

E non è un caso che Donatella abbia scelto di rappresentare proprio Medea, portando avanti così il concetto contemporaneo delle sue “muse”.

Euripide, infatti, riesce nella difficile impresa di motivare psicologicamente una donna che è l’antitesi della ragione, affermandone la dignità, concetto che stava prendendo forma nell’Atene dell’epoca.

Medea dunque è ‘contemporanea’ perché unisce il tempo antico al nostro presente fino a interrogare la stessa attualità, l’oggi più urgente.