Visualizzazione di 1-12 di 28 risultati

1.100,00

Roberto Brunetti è un artista di grande talento e sensibilità, che indaga l’animo umano scegliendo la strada di una ricerca materica, spesso extrapittorica, che arriva ad attivare un contrasto fenomenico traducibile in una riflessione.

“Allo specchio 1” è parte di un dittico (entrambe le componenti sono vendute in galleria)  realizzato nel periodo della prima produzione, in cui l’autore si firmava con lo pseudonimo “Robert Brown” e dove viene rappresentata una donna dai lunghi capelli scuri e dai tratti somatici sudafricani, con occhi allungati e labbra carnose (l’etnia viene ulteriormente sottolineata dal motivo tribale in cui  si trasformano i capelli sulla spalla sinistra), la cui immagine pare riflettersi in un ipotetico specchio (l’altra componente del dittico “Allo specchio 2”).

Ciò che colpisce di quest’opera è la tecnica utilizzata da Brunetti: l’intarsio ligneo, lavorazione che si realizza accostando minuti pezzi di legno di colori diversi, già diffusa nel Trecento e che, tra il 1440 e il 1550, raggiunse il massimo della fioritura sviluppando quello che verrà definito da André  Chastel “il cubismo del Rinascimento”.

La scelta di questo modus evidenzia una grande conoscenza da parte dell’artista delle tecniche antiche e della storia dell’arte.

 

1.100,00

Roberto Brunetti è un artista di grande talento e sensibilità, che indaga l’animo umano scegliendo la strada di una ricerca materica, spesso extrapittorica, che arriva ad attivare un contrasto fenomenico traducibile in una riflessione.

“Allo specchio 2” è parte di un dittico (entrambe le componenti sono vendute in galleria)  realizzato nel periodo della prima produzione, in cui l’autore si firmava con lo pseudonimo “Robert Brown” e dove viene rappresentata una donna dai lunghi capelli scuri e dai tratti somatici sudafricani, con occhi allungati e labbra carnose (l’etnia viene ulteriormente sottolineata dal motivo tribale in cui  si trasformano i capelli sulla spalla destra), la cui immagine pare riflettersi in un ipotetico specchio (l’altra componente del dittico “Allo specchio 1”).

Ciò che colpisce di quest’opera è la tecnica utilizzata da Brunetti: l’intarsio ligneo, lavorazione che si realizza accostando minuti pezzi di legno di colori diversi, già diffusa nel Trecento e che, tra il 1440 e il 1550, raggiunse il massimo della fioritura sviluppando quello che verrà definito da André  Chastel “il cubismo del Rinascimento”.

La scelta di questo modus evidenzia una grande conoscenza da parte dell’artista delle tecniche antiche e della storia dell’arte.

 

1.400,00

In quest’opera Daniele Govi ritrae una bagnante sulla sdraio, nuda, seduta di spalle che osserva il mare.

Un momento intimo, introspettivo.

Una scena questa dagli echi degassiani: Edgar Degas, infatti, amava rappresentare donne come se le spiasse “dal buco della serratura”.  I suoi nudi sono stati colti con tagli del tutto particolari mentre si spazzolano i capelli, si distendono in un bacile colmo d’acqua, o si chinano sensualmente per asciugare le estremità del corpo. Come tutti i giovani della sua generazione, desiderosi di intraprendere una carriera artistica, Degas riceve una formazione imperniata sulla rappresentazione di figure nude.

L’”académie”, ovvero lo studio del corpo nudo, considerato come l’esercizio più difficile e al tempo stesso più istruttivo, e a cui si riferiscono gran parte dei disegni, viene impartito nella bottega di Barrias (1822-1907) e in quella di Lamothe (1822-1869), eredi di Ingres, dove Degas muove i suoi primi passi.

Gli artisti dell’epoca, difatti, apprendono l’arte del nudo copiando la scultura antica e i vecchi maestri oppure cimentandosi nella raffigurazione di un modello in posa.

E come il suo illustre predecessore, anche Daniele Govi frequenta l’Accademia di Belle Arti e la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia, avvicinandosi nei medesimi termini a tale rappresentazione e, nel caso del nostro autore, rendendola parte integrante della sua produzione.

1.400,00

La percezione sensibile dell’immaginario di Daniele Govi si coglie soprattutto nelle sue “marine”: egli attinge al mondo dei ricordi personali, alle suggestioni rilasciate dalla vista del mare, alle emozioni che sfiorano chiunque vi si connetta.

Il raggio meraviglioso dell’istante, l’attimo fuggitivo.

Il mare e la spiaggia vengono visti come un presente imponente, ingombranti nell’animo, mossi dai caldi colori della terra che si incontrano con gli azzurri decantati e morbidi dell’acqua salata che si increspano sulla superficie.

“Bagnanti 2004” nasce come bozzetto dell’opera “La spiaggia della memoria” del 2005, realizzata in occasione del cinquecentenario della Battaglia di San Vincenzo e del conseguente riallestimento dell’omonimo trittico nella nuova Sala Consiliare ricavata nell’antica torre di San Vincenzo

550,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“Black map” è frutto di ricerche grafiche tridimensionali dell’artista e fa parte di una serie di “mappe mentali”: infatti, come viene utilizzato Google Earth per visualizzare da satellite le zone sulla Terra che ci interessano, così queste rappresentazioni artistiche mostrano i nostri pensieri, facendoci viaggiare tra le vie e i quartieri della nostra psiche.

Esattamente come riusciamo a distinguere le case, le strade, i ponti delle nostre città grazie al software, in “Black map” visualizziamo le case, le strade e i ponti dei nostri pensieri venendosi a concretizzare, così, una terza dimensione, una mappa virtuale, un cardiogramma a  rilievo, delle intime emozioni.

550,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“Heart Map” è frutto di ricerche grafiche tridimensionali dell’artista e fa parte di una serie di “mappe mentali”: in questo caso, attraverso l’espediente del collage, Laura Venturi gioca con il significato Earth (terra) del Software Google Earth che genera immagini della Terra utilizzando immagini satellitari e Heart (cuore) facendo divenire la sua opera la rappresentazione di una sorta di fotografia da satellite del cuore dell’artista.

Un insieme di intarsi, frammenti e cerchi ovalizzanti, spesso connotati dal significativo colore rosso, che identificano i punti saldi e fissi della vita e dell’animo di Laura.

 

1.200,00

La percezione sensibile dell’immaginario di Daniele Govi attinge al mondo dei ricordi personali, alle suggestioni rilasciate dalla vista del mare, alle emozioni che sfiorano chiunque vi si connetta.

Il raggio meraviglioso dell’istante, l’attimo fuggitivo.

In questa opera, olio su tela, l’artista rappresenta una scena tipica del Porto di Piombino, situato al confine tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno. È il terzo porto italiano per traffico passeggeri con linee verso l’isola d’Elba, la Sardegna, la Corsica e Pianosa.

Il Porto di Piombino è importante è anche a livello commerciale e industriale, collegato principalmente alla presenza degli stabilimenti siderurgici di Piombino e, infatti, a essere ritratti in primo piano sono la poppa di un mercantile in partenza e il suo fumaiolo centrale attivo.

1.100,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“L’amore è negli occhi” è un’opera originale in tecnica mista su carta  e collage a rilievo che continua il ciclo avviato dall’omonima tela di formato più grande, incentrandosi sul potere dello sguardo e di quanto da esso si possano riconoscere emozioni e sentimenti, nonostante questi non vengano espressi con la parola.

Perché l’amore non si può nascondere.

TRATTATIVA PRIVATA, CONTATTARE LA GALLERIA

 

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“L’amore è negli occhi”, realizzata con le misure per essere disposta come una magnifica testata del letto, è un’opera originale in tecnica mista su tela e collage incentrata sul potere dello sguardo e di quanto da esso si possano riconoscere emozioni e sentimenti, nonostante questi non vengano espressi con la parola.

Perché l’amore non si può nascondere.

TRATTATIVA PRIVATA, CONTATTARE LA GALLERIA

La percezione sensibile dell’immaginario di Daniele Govi si coglie soprattutto nelle sue “marine”: egli attinge al mondo dei ricordi personali, alle suggestioni rilasciate dalla vista del mare, alle emozioni che sfiorano chiunque vi si connetta.

Il raggio meraviglioso dell’istante, l’attimo fuggitivo.

Il mare e la spiaggia vengono visti come un presente imponente, ingombranti nell’animo, mossi dei caldi colori della terra che si incontrano con gli azzurri decantati e morbidi dell’acqua salata che si increspano sulla superficie.

Figure umane e soprattutto il mondo felino (una sfera, quella dei gatti, caratterizzante per l’artista, tanto da averla fatta sua con il neologismo “Govatti”) si confrontano con il litorale, ognuno restando dentro la propria dimensione dinanzi all’emozione immutevole tramessa dal moto continuo del mare.

TRATTATIVA PRIVATA

Guardare un’opera di Claudio Cargiolli ha carattere esperienziale: significa aprire la finestra della mente e dare libero spazio a una realtà irreale, giocosa, a un mondo di favole racchiuso in uno spazio senza confini nel quale luminosità e bidimensionalità convivono.

Sulla scia del surrealismo, la fantasia dell’artista mischia sezioni di case, alberi decorati che fuoriescono da armadi segreti, animali fantastici, levrieri, sfere sospese, uccelli di carta, colombi e tappezzerie pregiate.

La natura si fonde con un brioso e divertente simbolismo onirico che dialoga intimamente con i sentimenti dell’artista.

L’opera “L’ombra riportata”, in particolare, è realizzata direttamente dalla mano dell’autore ed è un pezzo unico.

Costituisce elemento di autenticità la tecnica dell’opera, in cui lo strato pittorico sembra caratterizzato da piccole incisioni, frutto invece di finissime pennellate.

L’ulteriore garanzia di qualità e autenticità viene data dalla firma dell’artista posta in basso a sinistra del dipinto, dal titolo, posto in alto a sinistra e dall’autentica sul retro del quadro, composta dalle misure, il codice d’inventario, il titolo e la firma dell’autore.

1.100,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“La buona sorte” è un’opera originale in tecnica mista su carta che invita a pensare al cambiamento propositivo, andando a richiamare la sorte, ovvero la forza che regola in modo imprevedibile le vicende umane, senza che la volontà degli uomini possa nulla contro di essa ma nella sua accezione positiva.

L’opera pare rifarsi al concetto di Miguel de Cervantes “Questa che chiamiamo fortuna, è una donna ubriaca e capricciosa ma soprattutto cieca e così non vede ciò che fa, né chi si getta nella polvere né chi invece porta sugli altari”.