Visualizzazione di 3 risultati

330,00

Nella bottega paterna, Donatella, fin da piccola, ha visto il padre lavorare la creta trasformandola in figure per lo più femminili e di varie dimensioni; non è difficile risalire ai percorsi stilistici del padre, da Bonanno a Giovanni Pisano, da Desiderio da Settignano ai Della Robbia a Donatello.

E’ stato del tutto naturale, perciò, per lei iniziare a giocare con quel materiale morbido per formare strani oggetti che con il tempo si sono trasformati in bambine, ragazze e donne mature, riflessive o intente ad una attività, sedute o sdraiate.

E la sua produzione ha subito una svolta ulteriore quando il suo immaginario si è mischiato con la terracotta e si è cominciato a narrare una favola: improvvisamente le sue mani hanno iniziato a manipolare figure che si articolavano su supporti particolari, che ricordavano equilibristi, giocolieri e acrobati:  ha dato così origine al ciclo “I circensi”, di cui “L’acrobata” è, senza alcun dubbio, uno dei “quadri di terra” più famosi.

330,00

Camminare sulla spiaggia d’inverno per raccogliere le cose portate dal mare: rami spezzati che diventeranno poi anse, manici e prese per piatti e vasi, frammenti di oggetti che colpiscono per la forma che hanno preso, lontana ormai dalla loro funzione originaria.

Da un pancale rotto si può ricavare il trono di un re, anzi, dell’“ultimo re“…

Un altro pezzo di legno è stato scavato e schiantato dal vento, ma invece che apparire più fragile suggerisce una roccia maestosa, il rifugio di Scilla, la bella ninfa di Zancle che ancora non si è tramutata nella creatura mostruosa che terrorizza i marinai.

Sono figure di terracotta, ciotole e vasi che si incontrano con legni screpolati, sbiancati dal sole e dal salmastro, anneriti dal fuoco e riarsi dal vento, l’unione della terra con il mare.

E nell’opera, realizzata con la tecnica del raku, “La storia infinita 2012”, Donatella Nannipieri ripropone una propria versione di quello che è il magnifico libro per ragazzi “La storia infinita” di Michael Ende , rappresentando un Atreiu indomito che cavalca un Falkor di legno portatoci direttamente dal mare…

890,00

Le opere in terracotta, come i caratterizzanti “quadri di terra” di Donatella Nannipieri, sono realizzate interamente a mano, singolarmente, con le tecniche più antiche, precedenti l’invenzione del tornio.

Il metodo più diretto consiste nel plasmare la creta con le mani o con stecche di legno, in un gioco continuo di aggiungere, togliere, premere, modificare.

Anche il “lucignolo” (la sovrapposizione di cordoncini di creta impastati insieme uno ad uno) permette di realizzare le forme più varie che talvolta vengono decorate a impressione con timbri e materiali naturali.

In “Paesaggio all’alba 2007”, Donatella Nannipieri si diverte a sperimentare un’assemblaggio di vari frammenti, lavorati tutti in tecnica raku, creando una sorta di puzzle di terracotta che crea movimento di colore alla composizione e rimanda alla resa delle note vetrate gotiche di Chartres, le quali,  nel medioevo, avevano una funzione decorativa, divulgativa e simbolica. Infatti, oltre al valore estetico, queste opere in vetro illustravano le storie della Bibbia, con lo scopo di istruire i fedeli analfabeti.

Gli abili artigiani e artisti medioevali ricorrevano a una ricca tavolozza di colori per la costruzione delle vetrate, che includeva gialli, verdi, rossi, viola e splendidi azzurri, ovvero la medesima composizione utilizzata dalla nostra artista.