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Valentina Sacchelli riesce a dare sfogo alla propria creatività con naturalezza, e in maniera molto originale concepisce uno dei suoi primi progetti, dal titolo “Sulle orme di Galileo Chini”.

Si tratta di una raccolta di dipinti che ha per soggetto le facciate degli edifici in stile liberty che animano la celebre passeggiata di Viareggio ed alcune delle ville che sorgono davanti alle mura di Lucca.

La ricerca che l’artista conduce mira a valorizzare questi antichi edifici , ormai trascurati e dati tristemente per scontati dalla popolazione locale, puntando a conferire loro, attraverso i propri quadri, una rinnovata bellezza e un’aura di serena collocazione in uno spazio atemporale, quasi fantastico.

L’originalità del progetto risiede nell’elaborazione figurativa con cui Valentina Sacchelli da forma alle proprie opere; l’artista infatti rilegge in chiave personale lo stile degli edifici viareggini e lucchesi, tenendo in considerazione le suggestioni artistiche cui si è soffermata negli anni e che in questo progetto in particolare conducono alla figura del celebre artista toscano Galileo Chini, esponente di spicco del liberty italiano e riconosciuto a livello internazionale.

Chini fu effettivamente coinvolto nella realizzazione di alcune facciate della passeggiata viareggina ed in questo progetto diventa una presenza tangibile e costante.

Ogni facciata è infatti trasposta in pittura e completata, nelle parti realmente danneggiate o mancanti delle vetrate, con delle citazioni figurative tratte proprio dalla sua celebre opera “La Primavera”, del 1914, raffigurante figure femminili avvolte da un immenso giardino ricco di fiori e vegetazione. Le cascate di colori organizzate in figure geometriche e floreali con cui Valentina Sacchelli riproduce le vetrate, regalano all’osservatore una sensazione di armonia e di tempo sospeso, proprio come nell’opera di Chini.

120,00

Quest’opera rientra nel progetto “Sulle orme di Galileo Chini” anche se Valentina Sacchelli tende a precisare l’intento di omaggiare il più significativo artista della secessione viennese: Gustav Klimt.

Infatti l’albero, la così detta “quercia delle streghe” situata nel parco di Villa Carrara a Gragnano, frazione di Capannori, in località San Martino in Colle, la cui chioma sviluppatisi in senso orizzontale ha dato adito alla leggenda che si tenessero sabba di streghe sui rami della quercia (da qui il nome), viene rappresentato al negativo: ad essere colorato è lo sfondo e la sagoma rimane quasi in rilievo, in un colore marrone intenso.

Il dipinto ricorda indubbiamente una produzione di Gustav Klimt ma il fatto che le citazioni figurative dell’ornamento siano  tratte, anche in questo caso, dalla celebre opera di Galileo Chini “La Primavera” del 1914 rende l’omaggio della Sacchelli un ponte ideale tra la gli artisti della Wiener Sezession e l’ Art Noveau.