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1.040,00

Nella bottega paterna, il noto scultore Dino Nannipieri, Donatella ha appreso l’arte fin da piccola, vedendo il padre lavorare la creta trasformandola in figure, per lo più femminili e di varie dimensioni.

E’ stato del tutto naturale per lei, perciò, iniziare a giocare con quel materiale morbido per formare strani oggetti che con il tempo si sono trasformati in bambine, ragazze e donne mature, riflessive o intente in una attività, sedute o sdraiate.

La tradizione toscana della terracotta ha radici lontane e, nelle sue opere, Donatella risale all’iconografia e alle forme dei manufatti etruschi e anche ellenistici, come le “Tanagrine”, statuette fittili policrome colte in momenti di intima quotidianità.

Nella sua produzione si riscontra la cultura classicheggiante, forse mediata attraverso lo studio dei lavori di Marino Marini, Arturo Martini, Emilio Greco, Manzù e Amalia Ciardi Duprè.

Nel caso del gruppo scultoreo “Accordi di donne”, la scultrice ha voluto rappresentare un trio di donne musiciste, violoncello, contrabbasso e canto, nate dalla passione dell’artista per la musica, per il canto e per il suono magico degli strumenti ad arco, che ha voluto definire con le parole di M. De Cervantes nel suo “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha” : “Señora, donde hay musica no puede haber cosa mala“.

330,00

Nella bottega paterna, Donatella, fin da piccola, ha visto il padre lavorare la creta trasformandola in figure per lo più femminili e di varie dimensioni; non è difficile risalire ai percorsi stilistici del padre, da Bonanno a Giovanni Pisano, da Desiderio da Settignano ai Della Robbia a Donatello.

E’ stato del tutto naturale, perciò, per lei iniziare a giocare con quel materiale morbido per formare strani oggetti che con il tempo si sono trasformati in bambine, ragazze e donne mature, riflessive o intente ad una attività, sedute o sdraiate.

E la sua produzione ha subito una svolta ulteriore quando il suo immaginario si è mischiato con la terracotta e si è cominciato a narrare una favola: improvvisamente le sue mani hanno iniziato a manipolare figure che si articolavano su supporti particolari, che ricordavano equilibristi, giocolieri e acrobati:  ha dato così origine al ciclo “I circensi”, di cui “L’acrobata” è, senza alcun dubbio, uno dei “quadri di terra” più famosi.

Avatar 2020
210,00

La ceramica, una tavoletta contrassegnata dalla firma dell’artista e dall’anno sul retro, rappresenta i due protagonisti di “Avatar”, film di fantascienza del 2009 diretto da James Cameron.

Il film ha stabilito diversi record di incassi, diventando anche il lungometraggio con più incassi nella storia del cinema, venendo superato nel 2019 da “Avengers: Endgame”, ma tornando poi al primo posto in classifica, grazie al mercato cinese, nel marzo 2021.

 

135,00

Le opere di Donatella Nannipieri sono realizzate interamente a mano, singolarmente, con le tecniche più antiche, precedenti l’invenzione del tornio.

Il metodo più diretto consiste nel plasmare la creta con le mani o con stecche di legno, in un gioco continuo di aggiungere, togliere, premere, modificare.

Anche il “lucignolo” (la sovrapposizione di cordoncini di creta impastati insieme uno a uno) permette di realizzare le forme più varie che, talvolta, vengono decorate a impressione con timbri e materiali naturali.

In relazione alle argille e agli smalti usati, le cotture sono di vario tipo: quelle più tradizionali e quelle sperimentali come il raku, utilizzato per questo piatto, che dona particolari e sempre unici effetti materici e coloristici.

Curiosità ulteriore su questo esemplare: sul fondo viene riportato anche un bollo di serie che reca la scritta “ARTE ITALICA. MADE IN ITALY. NOT FOR FOOD USE”.

Il bollo fa riferimento a una produzione in serie di ceramiche commissionata direttamente a Donatella Nannipieri da acquirenti americani, i quali selezionarono per l’esportazione alcuni esemplari e ne lasciarono un piccolo nucleo all’artista; questa ceramica fa parte di tale esclusivo nucleo.

420,00

La tradizione toscana della terracotta ha radici lontane e nelle sue opere Donatella Nannipieri risale all’iconografia e alle forme dei manufatti etruschi e anche ellenistici, come le “Tanagrine”, statuette fittili policrome colte in momenti di intima quotidianità.

C’è la cultura classicheggiante, forse mediata attraverso lo studio delle opere di Marino Marini, Arturo Martini, Emilio Greco, Manzù e Amalia Ciardi Duprè.

Alla statuaria lignea medievale e rinascimentale, sono riconducibili una serie di figure stanti, volutamente immobili ma dagli sguardi intensi, come le Madonne intagliate da maestri non sempre noti e che hanno ornato gli altari delle nostre chiese. Il rosso della terracotta, talvolta patinata, dorata, o smaltata, crea il caldo tono che anima l’affollato Parnaso nella bottega che Donatella ha ereditato dal padre: qui le muse vedono la loro nascita e la loro realizzazione dalle sapienti mani fecondatrici della scultrice.

Pesce lanterna giallo 2019
210,00

La scultura, parte integrante di una lampada di design con base in legno sul cui fondo sono presenti la firma dell’artista e l’anno di realizzazione, prende spunto dal pesce lanterna presente nel film di animazione “Deep – un’avventura in fondo al mare” della M2 Pictures.

Deep è un polpo “dumbo” avventuroso e l’ultimo del suo genere vive lì con i suoi due amici incondizionati: Evo, un pescatore nerd e goffo, e Alice, un gambero nevrotico di acque profonde. Quando un incidente distrugge la loro casa, il guardiano dell’abisso, The Kraken, invia Deep e i suoi amici in un pericoloso viaggio alla ricerca di una nuova casa. Viaggeranno, così, verso luoghi meravigliosi come la città sommersa di New York, il Titanic o l’Artico, affrontando formidabili nemici e situazioni esilaranti.

Pesce lanterna (verde) 2019
210,00

La scultura, parte integrante di una lampada di design con base in legno sul cui fondo sono presenti la firma dell’artista e l’anno di realizzazione, prende spunto dal pesce lanterna presente nel film di animazione “Deep – un’avventura in fondo al mare” della M2 Pictures.

Deep è un polpo “dumbo” avventuroso e l’ultimo del suo genere vive lì con i suoi due amici incondizionati: Evo, un pescatore nerd e goffo, e Alice, un gambero nevrotico di acque profonde. Quando un incidente distrugge la loro casa, il guardiano dell’abisso, The Kraken, invia Deep e i suoi amici in un pericoloso viaggio alla ricerca di una nuova casa. Viaggeranno, così, verso luoghi meravigliosi come la città sommersa di New York, il Titanic o l’Artico, affrontando formidabili nemici e situazioni esilaranti.

280,00

La scultura, una maschera contrassegnata dalla firma dell’artista e dall’anno sul retro, rappresenta Durotan di “Warcraft”, saga fantasy creata dall’azienda statunitense Blizzard Entertainment, iniziata nel 1993 con la pubblicazione del videogioco strategico in tempo reale “Warcraft: Orcs & Humans”. In seguito, oltre a videogiochi, sono stati prodotti romanzi, fumetti, un film nonché giochi da tavolo e di carte collezionabili.

L’ambientazione della serie che è stata via via sviluppata è nota come universo di Warcraft.

 

420,00

La tradizione toscana della terracotta ha radici lontane e nelle sue opere Donatella Nannipieri risale all’iconografia e alle forme dei manufatti etruschi e anche ellenistici, come le “Tanagrine”, statuette fittili policrome colte in momenti di intima quotidianità.

C’è la cultura classicheggiante, forse mediata attraverso lo studio delle opere di Marino Marini, Arturo Martini, Emilio Greco, Manzù e Amalia Ciardi Duprè.

Alla statuaria lignea medievale e rinascimentale, sono riconducibili una serie di figure stanti, volutamente immobili ma dagli sguardi intensi, come le Madonne intagliate da maestri non sempre noti e che hanno ornato gli altari delle nostre chiese. Il rosso della terracotta, talvolta patinata, dorata, o smaltata, crea il caldo tono che anima l’affollato Parnaso nella bottega che Donatella ha ereditato dal padre: qui le muse vedono la loro nascita e la loro realizzazione dalle sapienti mani fecondatrici della scultrice.

420,00

La tradizione toscana della terracotta ha radici lontane e nelle sue opere Donatella Nannipieri risale all’iconografia e alle forme dei manufatti etruschi e anche ellenistici, come le “Tanagrine”, statuette fittili policrome colte in momenti di intima quotidianità.

C’è la cultura classicheggiante, forse mediata attraverso lo studio delle opere di Marino Marini, Arturo Martini, Emilio Greco, Manzù e Amalia Ciardi Duprè.

Alla statuaria lignea medievale e rinascimentale, sono riconducibili una serie di figure stanti, volutamente immobili ma dagli sguardi intensi, come le Madonne intagliate da maestri non sempre noti e che hanno ornato gli altari delle nostre chiese. Il rosso della terracotta, talvolta patinata, dorata, o smaltata, crea il caldo tono che anima l’affollato Parnaso nella bottega che Donatella ha ereditato dal padre: qui le muse vedono la loro nascita e la loro realizzazione dalle sapienti mani fecondatrici della scultrice.

House of the Dragon 2019
85,00

La scultura, bozzetto di una “snow sculpture” realizzata per un contest internazionale a Bolzano nel 2018, contrassegnata dalla firma dell’artista e dall’anno sul fondo, prende spunto da uno dei draghi del famoso gioco di ruolo del blog dal titolo “Avventure di ruolo”, in cui la città fantastica di Greenest viene rasa al suolo dal passaggio di un drago blu.

Il titolo strizza l’occhio allo spin-off della fortunata serie Games of Thrones, che dovrebbe uscire a breve, basato sul romanzo di George R. R. Martin «Fuoco e sangue» e ambientato 300 anni prima degli eventi della serie madre, raccontando la storia di Casa Targaryen.

Io sono Groot (tazza tortora) 2021
85,00

La ceramica, una “tazza d’autore” contrassegnata dalla firma dell’artista incisa e dall’anno sul fondo, raffigura Groot, albero umanoide, personaggio dei fumetti Marvel Comics creato da Stan Lee, Jack Kirby e Dick Ayers.

Il nome Groot è basato sulle parole in lingua inglese growth (crescita) e root (radice).

In Guardiani della Galassia è il migliore amico e partner di Rocket Raccoon.

La particolarità della tazza, oltre alla peculiare forma della bombatura dell’orlo e al rivestimento in stile craquelure, sta nell’ansa, realizzata nodosa e attorcigliante, esattamente come la radice di un albero.