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480,00

Quella di Stefano Mancini è una rappresentazione onirica di scenografie mobili, figurine bidimensionali che si avvicendano in un fantasmagorico articolarsi di luci, colori, immagini, e orpelli ornamentali.

Il pittore lascia evaporare, in modo quasi felliniano, l’inconscio dalla sua mente incontrando la sua dimensione bambina, fanciullesca, che insegue il magico mondo della fiaba, del racconto incantato, dei personaggi virtuosi, rappresentando metaforicamente in modo satirico la commedia umana.

Un mondo di personaggi animati: qui rappresentato un cavaliere in sella al suo fido destriero, che ricorda quasi una pedina degli scacchi, intento a combattere con la lancia in un torneo (giostra medievale) in cui pare già aver trafitto l’emblema dell’amore, un cuore rosso in rilievo.

550,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“Black map” è frutto di ricerche grafiche tridimensionali dell’artista e fa parte di una serie di “mappe mentali”: infatti, come viene utilizzato Google Earth per visualizzare da satellite le zone sulla Terra che ci interessano, così queste rappresentazioni artistiche mostrano i nostri pensieri, facendoci viaggiare tra le vie e i quartieri della nostra psiche.

Esattamente come riusciamo a distinguere le case, le strade, i ponti delle nostre città grazie al software, in “Black map” visualizziamo le case, le strade e i ponti dei nostri pensieri venendosi a concretizzare, così, una terza dimensione, una mappa virtuale, un cardiogramma a  rilievo, delle intime emozioni.

480,00

Quella di Stefano Mancini è una rappresentazione onirica di scenografie mobili, figurine bidimensionali che si avvicendano in un fantasmagorico articolarsi di luci, colori, immagini, e orpelli ornamentali.

Il pittore lascia evaporare, in modo quasi felliniano, l’inconscio dalla sua mente incontrando la sua dimensione bambina, fanciullesca, che insegue il magico mondo della fiaba, del racconto incantato, dei personaggi virtuosi, rappresentando metaforicamente in modo satirico la commedia umana.

Un mondo di personaggi animati: qui rappresentato un cavaliere in groppa al suo fido destriero, la cui morfologia quasi ricorda una pedina del gioco di scacchi, armato di uno scudo dorato e pronto a combattere per la propria dama…

550,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“Heart Map” è frutto di ricerche grafiche tridimensionali dell’artista e fa parte di una serie di “mappe mentali”: in questo caso, attraverso l’espediente del collage, Laura Venturi gioca con il significato Earth (terra) del Software Google Earth che genera immagini della Terra utilizzando immagini satellitari e Heart (cuore) facendo divenire la sua opera la rappresentazione di una sorta di fotografia da satellite del cuore dell’artista.

Un insieme di intarsi, frammenti e cerchi ovalizzanti, spesso connotati dal significativo colore rosso, che identificano i punti saldi e fissi della vita e dell’animo di Laura.

 

970,00

Quella di Stefano Mancini è una rappresentazione onirica di scenografie mobili, figurine bidimensionali che si avvicendano in un fantasmagorico articolarsi di luci, colori, immagini, e orpelli ornamentali.

Protagonista risulta l’allestimento scenico, inquadrato in danzanti prospettive di città e palazzi ma anche palcoscenici su cui si aprono siparietti allegri.

Un mondo di personaggi animati: ballerine formose con gentiluomini vestiti di abiti sontuosi o circensi, richiusi in idilli amorosi ricchi di cromatismi decorativi.

L’inserzione di frasi didascaliche, assegna nuovo potere comunicativo alla parola inserendo il messaggio chiave dell’opera rappresentata, come in questo caso: “Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte” dall’Atto I scena 1 dell’opera teatrale “Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare a cui la produzione artistica è dedicata.

Un tripudio gioioso di multiformi e polimateriche presenze si stagliano dinanzi allo spettatore per librare in volo lo spirito fantastico che vive, a volte sopito, dentro ognuno di noi.

1.100,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“L’amore è negli occhi” è un’opera originale in tecnica mista su carta  e collage a rilievo che continua il ciclo avviato dall’omonima tela di formato più grande, incentrandosi sul potere dello sguardo e di quanto da esso si possano riconoscere emozioni e sentimenti, nonostante questi non vengano espressi con la parola.

Perché l’amore non si può nascondere.

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La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“L’amore è negli occhi”, realizzata con le misure per essere disposta come una magnifica testata del letto, è un’opera originale in tecnica mista su tela e collage incentrata sul potere dello sguardo e di quanto da esso si possano riconoscere emozioni e sentimenti, nonostante questi non vengano espressi con la parola.

Perché l’amore non si può nascondere.

1.100,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“La buona sorte” è un’opera originale in tecnica mista su carta che invita a pensare al cambiamento propositivo, andando a richiamare la sorte, ovvero la forza che regola in modo imprevedibile le vicende umane, senza che la volontà degli uomini possa nulla contro di essa ma nella sua accezione positiva.

L’opera pare rifarsi al concetto di Miguel de Cervantes “Questa che chiamiamo fortuna, è una donna ubriaca e capricciosa ma soprattutto cieca e così non vede ciò che fa, né chi si getta nella polvere né chi invece porta sugli altari”.

 

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La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“La ragnatela” è un’opera originale in tecnica mista su tela che raffigura un ragno le cui zampe ambulatorie, policromatiche e ripiegate a mo’ di spirale della vita, danno origine a una ragnatela di segmenti che raccolgono significati e frammenti di realtà, con numeri e lettere che rappresentano importanti step nel percorso personale e produttivo dell’artista.

In fondo l’universo stesso si muove a spirali e la spirale della vita, nelle sue varie interpretazioni, in un modo o nell’altro, richiama alla mente l’evoluzione di una forza.

Vale lo stesso per la nostra psiche, come sottolineò Jung che individuò nella spirale un simbolo di rivivificazione della vita nonché il processo di individuazione attraverso il quale l’Io impara a ruotare attorno al Sè: “non ci si può sottrarre all’impressione che il processo inconscio sia mosso a spirale intorno ad un centro, avvicinandosi lentamente a questo, mentre le caratteristiche del centro si facevano sempre più distinte”.

L’opera è stata esposta a Milano, presso Villa Rescalli Villoresi, in un’eccezionale esposizione tenutasi in occasione dell’Expo 2015 ed è corredata dalla cornice artigianale utilizzata per l’evento.

 

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In quest’opera originale di Laura Venturi, realizzata sapientemente con tecnica mista su tela, collage in rilievo e ausilio di colori forti e colpi di luce, l’artista ci proietta in quella che pare essere una visione sul futuro, considerando il mondo che ci circonda e le sue attuali problematiche.
Al centro si posiziona una sorta di vortice, un “tritatutto” che ha lo scopo di dilaniare tutto quello che sta attanagliando il pianeta e che è individuabile nei primi tre quadranti in senso orario: l’incendio della Foresta Amazzonica, l’inquinamento dei mari, l’uccisione senza controllo degli animali e lo scioglimento dei ghiacciai.
La visione dell’artista non è, tuttavia, una visione catastrofica ma di speranza, come rivelato nell’ultimo quadrante in alto a sinistra, in cui viene rappresentato un volo di uccelli liberi che si accompagna alla frase di Bob Marley, essenza di quest’opera “Non avere paura del domani perché in fondo oggi è quel domani che ti faceva paura ieri”.
550,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“Red Map” è frutto di ricerche grafiche tridimensionali dell’artista e fa parte di una serie di “mappe mentali”: in questo caso, l’espediente del collage dona vita a una mappa di sentimenti, dove il colore rosso risulta prevalente e, attraverso ritagli di scritti, pensieri donati alla carta, l’animo dell’artista prende forma in questa raffigurazione astratta di un io nascosto, immanente e preziosamente custodito.

 

550,00

La produzione artistica di Laura Venturi viene caratterizzata da una gamma cromatica che si accende di forti bagliori, campiture che si animano di articolazioni interne, colori che danno luogo a frastagliate mescolanze su superfici animate di segni, al limite della gestualità.

Compaiono, nelle sue opere, stampigliate lettere dell’alfabeto, s’inseriscono nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti e affiora, così, la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat.

“Sismap” è frutto di ricerche grafiche tridimensionali dell’artista e fa parte di una serie di “mappe mentali”: in questo caso, l’espediente del collage fa si che l’opera diventi la mappa di un sisma emozionale, con un epicentro interiore collocato al margine del mare dei sentimenti.

Tutti i frammenti di collage paiono pronti a tremare per l’onda d’urto, eppure restano immobili; questo perché dopo ogni terremoto, ogni cambiamento, torna sempre la stabilità che non è più la stessa di prima ma risulta dotata di un nuovo equilibrio.